La domanda che si fanno tutti i titolari, di solito il sabato mattina davanti a un foglio Excel. La risposta onesta non è una percentuale, ed è più utile di una percentuale.
No, e chiunque te ne dia una senza conoscere i tuoi conti sta indovinando. Il ricarico da applicare a un preventivo edile dipende da cinque cose tue: il costo pieno della lavorazione calcolato sul costo per ora produttiva e non sulla paga base, la quota di spese generali di struttura che quella commessa deve coprire, il rischio specifico del cantiere, il tempo di incasso previsto e quanto sei saturo di lavoro. Cambiando una di queste cinque cose cambia il numero, e per la stessa impresa il ricarico giusto non è lo stesso su due cantieri diversi.
La cosa utile che si può dire, e che vale sempre, è questa: margine e ricarico non sono la stessa cosa. Il margine si calcola sul prezzo, il ricarico sul costo. Un ricarico del 20% lascia un margine del 16,67%; per ottenere un margine del 20% serve un ricarico del 25%. Chi confonde le due percentuali lavora convinto di guadagnare un terzo in più di quanto guadagna davvero.
Fast Click Innovation non è un commercialista e non pubblica ricarichi «medi di settore»: pubblica le due formule, la checklist delle voci che si dimenticano e il metodo per controllare a consuntivo se il numero era giusto.
È la confusione che costa più soldi in un preventivo edile, e non è una sottigliezza da contabili. Le due percentuali si calcolano su basi diverse.
Ricarico
ricarico % = (prezzo − costo) ÷ costo × 100
È quello che aggiungi tu sopra i costi quando scrivi il preventivo.
Margine
margine % = (prezzo − costo) ÷ prezzo × 100
È quello che ti resta davvero, e quello che ritrovi in bilancio.
Le due formule di conversione, da tenere a portata di mano:
margine = ricarico ÷ (1 + ricarico)
ricarico = margine ÷ (1 − margine)
Percentuali in forma decimale: 20% diventa 0,20.
E la tabella di corrispondenza. Non sono percentuali consigliate: è aritmetica pura, vale per qualsiasi impresa.
| Ricarico applicato sul costo | Margine che ti resta sul prezzo | Margine che vuoi | Ricarico che devi applicare |
|---|---|---|---|
| 5% | 4,76% | 5% | 5,26% |
| 10% | 9,09% | 10% | 11,11% |
| 15% | 13,04% | 15% | 17,65% |
| 20% | 16,67% | 20% | 25,00% |
| 25% | 20,00% | 25% | 33,33% |
| 30% | 23,08% | 30% | 42,86% |
| 35% | 25,93% | 35% | 53,85% |
| 40% | 28,57% | 40% | 66,67% |
Perché confonderle porta a lavorare sotto costo: se il tuo obiettivo è coprire il 20% di spese generali di struttura e tu carichi il 20% sul costo, ne copri il 16,67%. Ti mancano quasi tre punti e mezzo su ogni commessa. Con dieci cantieri all’anno non è un dettaglio, è il tuo utile.
Questa è la parte più utile della pagina, ed è il motivo per cui l’abbiamo scritta. Prima di discutere di quanto caricare, bisogna sapere su cosa stai caricando: un ricarico corretto applicato a un costo incompleto dà comunque un prezzo sbagliato.
In un thread di Edilportale dell’8 dicembre 2025 intitolato «Gestione cantieri con Excel vs Gestionale» un titolare lo dice meglio di qualsiasi manuale: «la maggior parte dei problemi non nasce dal lavoro in cantiere… ma dalla gestione fuori dal cantiere», e nello stesso messaggio elenca i sintomi: preventivi sparsi su più file, SAL fatti a mano copiando formule, costi non aggiornati, ore degli operai su fogli volanti, fatture che non tornano con le spese reali.
Usa questa checklist come ultimo controllo prima di mandare l’offerta. Se una riga è vuota, il preventivo non è finito.
| Voce | Cosa ci va | Come te lo ricavi |
|---|---|---|
| Costo orario reale, non la paga base | Contributi, accantonamenti in Cassa Edile, premio INAIL, TFR, ferie e festività, mensilità aggiuntive | Dal tuo consulente del lavoro, oppure con il calcolatore del costo orario qui sotto |
| Ore non produttive | Spostamenti tra cantieri, maltempo, attese, formazione, carico e scarico, riordino | Da un anno di rapportini: ore pagate meno ore attribuite a una commessa |
| Allestimento e smontaggio del cantiere | Recinzioni, baracche, allacciamenti, cartellonistica, pulizia finale | Voce a sé nel computo: dentro le lavorazioni sparisce sempre |
| Ponteggi | Montaggio, nolo per il periodo effettivo, smontaggio, PiMUS | Preventivo del ponteggista, con i giorni veri e non quelli sperati |
| Noli | Gru, piattaforme, escavatori, betoniere, attrezzature specialistiche | Listini dei noleggiatori, più i giorni di fermo che paghi comunque |
| Smaltimenti e oneri di discarica | Trasporto, codici CER, tariffe di conferimento, formulari | Tariffario dell’impianto di destinazione, per tipologia di rifiuto |
| Sicurezza | DPI, apprestamenti, opere provvisionali, sorveglianza sanitaria, coordinamento | Dal PSC quando c’è, e dal tuo storico. Ricorda che negli appalti pubblici gli oneri della sicurezza non sono ribassabili |
| Imprevisti | Una percentuale dichiarata, non un margine di manovra mentale | Dal confronto tra preventivato e consuntivo degli ultimi dieci cantieri |
| Costo del capitale immobilizzato | I giorni in cui hai già pagato operai e fornitori e non hai ancora incassato | Le imprese edili piemontesi incassano in media a 68,6 giorni, 81,8 dai committenti pubblici (ANCE Piemonte e Valle d’Aosta, 48ª indagine, primo semestre 2026). Applica al fabbisogno il tuo costo effettivo del denaro |
| Garanzie e fideiussioni | Costo delle polizze, commissioni bancarie, ritenute a garanzia trattenute fino al collaudo | Preventivo della banca o della compagnia, per quella specifica commessa |
| Spese generali di struttura | Ufficio, capannone, mezzi aziendali, assicurazioni, commercialista, il tuo tempo di titolare | Spese generali dell’anno scorso divise per i costi diretti dell’anno scorso: è una percentuale che esce dal tuo bilancio |
| Il tuo tempo in ufficio | Le ore che passi a fare il preventivo, i SAL, i documenti, i solleciti | Nessuno le mette, e sono ore vere. Se non le carichi da qualche parte, le stai regalando |
Questa checklist è costruita da Fast Click Innovation sui processi che vediamo nelle imprese edili. Non è un documento normativo: negli appalti pubblici la disciplina delle spese generali, degli oneri della sicurezza e del costo della manodopera segue il Codice dei contratti e va verificata con il tuo tecnico.
Il costo è un fatto: si calcola. Il ricarico è una decisione, e si prende guardando sei cose.
| Fattore | Spinge il ricarico verso il basso | Ti permette di alzarlo |
|---|---|---|
| Tipo di committente | Appalto pubblico: prezzi da prezzario, ribassi, incassi a 81,8 giorni medi | Privato che ti ha scelto per il nome e non per il prezzo |
| Concorrenza sulla gara | Sei uno di sei preventivi, il committente confronta solo il totale | Ti hanno chiamato solo te, o siete in due |
| Rischio del cantiere | Lavorazione che conosci a memoria, immobile che hai già visto | Ristrutturazione su edificio vecchio, sorprese sotto traccia, vincoli, accessi difficili |
| Cliente nuovo o storico | Cliente storico che ti dà volume continuo | Cliente nuovo di cui non sai niente: il ricarico è anche il prezzo dell’incertezza |
| Puntualità nei pagamenti | Paga a vista, anticipa, non discute i SAL | Ha già pagato in ritardo, contesta, chiede lavorazioni extra e poi non firma |
| Saturazione della tua capacità | Hai la squadra ferma il mese prossimo | Hai il portafoglio pieno: sei tu a scegliere |
Il portafoglio ordini medio delle imprese edili piemontesi copre circa 11 mesi, il 68,4% delle imprese non trova personale qualificato e il 40,2% non trova nemmeno manodopera generica (ANCE Piemonte e Valle d’Aosta, 48ª indagine, primo semestre 2026).
Leggilo per quello che significa in trattativa: con undici mesi di lavoro davanti e una squadra che non riesci ad allargare, la tua capacità produttiva è una risorsa scarsa. Chi ha una risorsa scarsa può alzare il prezzo, o dire no.
È la leva che le imprese edili usano meno, perché il riflesso di prendere il lavoro «per tenere la squadra occupata» viene da anni in cui il lavoro mancava davvero. Nel 2026, in Piemonte, il lavoro non manca: manca il tempo e mancano le persone. Prezzare come se mancasse il lavoro è l’errore commerciale più caro che puoi fare.
Perché una commessa sotto margine non è un pareggio: è una perdita che ti occupa la squadra e ti impedisce di prendere il lavoro buono che arriva due settimane dopo. Paghi due volte, in soldi e in capacità.
E c’è il rischio a valle. Le costruzioni sono il primo settore italiano per fallimenti: 2.109 procedure concorsuali gravi, in aumento del 22,5%, con i concordati preventivi cresciuti del 65,1% (Cerved, fine 2025). Il fatturato medio delle società di capitali del settore edile è di 253.754 euro, in calo del 9,4% rispetto al 2023, e il 44,5% delle imprese edili è sopra la media di rischio economico-commerciale (iCRIBIS, 2026).
Queste imprese non sono fallite perché non avevano lavoro. Sono fallite con il portafoglio pieno, perché il lavoro che avevano non copriva i costi e perché incassavano dopo aver pagato. Un preventivo che dice no è il modo più economico di evitare quella strada.
Come si dice no in pratica: non con una percentuale in meno, ma con un prezzo che sta. «A questo prezzo non riesco, il minimo per cui posso farlo è X» è una frase che si dice solo se X lo conosci. È l’unico vero motivo per cui vale la pena calcolare il punto di pareggio prima di sedersi al tavolo.
Confrontando preventivato e consuntivo. È l’unico modo, e non ce ne sono altri: la percentuale che hai applicato l’anno scorso era giusta solo se i cantieri chiusi l’anno scorso hanno lasciato il margine che ti serviva.
Il confronto si fa su quattro righe, per ogni cantiere chiuso. Non serve un software: serve farlo.
| Riga | Preventivato | Consuntivo | Cosa ti dice lo scostamento |
|---|---|---|---|
| Ore di manodopera | Ore previste | Ore dai rapportini, attribuite a quella commessa | Se sono sempre più, o sbagli le stime o il coefficiente di ore non produttive è troppo basso |
| Materiali | Quantità e prezzi del computo | Fatture dei fornitori per quel cantiere | Se la differenza è sui prezzi, aggiorna i listini. Se è sulle quantità, controlla gli sfridi e i rifacimenti |
| Noli e subappalti | Preventivi ricevuti | Fatture ricevute, comprese le giornate di fermo | Se sfora sempre, i giorni che metti nel preventivo sono ottimistici |
| Extra eseguiti | Zero, per definizione | Costo delle varianti eseguite | La domanda vera è quante di quelle varianti sono state autorizzate per iscritto e fatturate |
La condizione perché questo confronto sia possibile è una sola: le ore e i costi devono essere attribuiti al cantiere. Se i rapportini dicono solo «8 ore» senza dire su quale commessa, il controllo non si può fare e il ricarico rimane un’opinione. Non è un problema di software: è un problema di quel dato mancante.
Come si legge nel tempo: se su dieci cantieri chiusi il consuntivo supera il preventivo in modo sistematico e con uno scostamento simile, quello scostamento è il tuo accantonamento per imprevisti, misurato invece che immaginato. Se invece gli scostamenti sono grandi e casuali, il problema non è la percentuale: è il modo in cui prezzi i cantieri.
Questa è anche la parte che vediamo saltare più spesso, e per un motivo comprensibile: rifare il confronto a mano su ogni cantiere sono ore di ufficio la sera. È esattamente il tipo di lavoro che si può togliere dalle spalle di chi lo fa, ed è il motivo per cui esistiamo.
Non esiste una percentuale media utilizzabile, e i numeri che girano in rete non hanno una fonte verificabile. Il ricarico dipende dal costo pieno della lavorazione, dalle spese generali di struttura della singola impresa, dal rischio del cantiere, dai tempi di incasso e dalla saturazione della capacità produttiva. Applicare una media trovata online al proprio preventivo è il modo più rapido per lavorare sotto costo senza accorgersene.
Prendi le spese generali dell’esercizio chiuso, cioè tutto quello che paghi anche a cantieri fermi: ufficio, capannone, mezzi, assicurazioni, commercialista, il tuo compenso. Dividile per i costi diretti dello stesso esercizio e moltiplica per cento. Quella percentuale è la quota che ogni commessa deve coprire prima di generare margine. È un dato del tuo bilancio: te lo conferma il tuo commercialista in dieci minuti.
Il costo per ora produttiva, che è il costo orario aziendale diviso la quota di ore che finiscono davvero in cantiere. La paga base è solo il minimo contrattuale del livello e non comprende contributi, accantonamenti in Cassa Edile, premio INAIL, TFR, ferie, festività e mensilità aggiuntive. Le tabelle ministeriali del costo del lavoro nell’edilizia partono da 2.088 ore annue teoriche e ne sottraggono 545 ore medie non lavorate (Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali): un’ora su quattro non è tempo di cantiere.
Solo se il prezzo ribassato resta sopra il punto di pareggio della commessa e se non stai occupando la squadra al posto di un lavoro migliore. Con un portafoglio ordini medio di circa 11 mesi e il 68,4% delle imprese edili piemontesi che non trova personale qualificato (ANCE Piemonte e Valle d’Aosta, 48ª indagine, primo semestre 2026), la capacità produttiva è la risorsa scarsa: regalarla a sconto è una scelta, non una necessità.
Mettendo per iscritto la variante prima di eseguirla: descrizione, prezzo, effetto sui tempi, e una conferma del committente anche solo per messaggio. È il punto su cui i titolari perdono più margine e su cui i forum di settore sono pieni di casi, come il thread di Edilportale intitolato «Lavori in corso d’opera mai preventivati e con costi folli». Una lavorazione eseguita senza autorizzazione scritta è un costo certo e un ricavo incerto.
Sì, perché l’impresa anticipa. Le imprese edili piemontesi incassano in media a 68,6 giorni, 81,8 dai committenti pubblici (ANCE Piemonte e Valle d’Aosta, 48ª indagine, primo semestre 2026), mentre retribuzioni, contributi e fornitori si pagano prima. Quel capitale immobilizzato ha un costo: applica al fabbisogno il tuo costo effettivo del denaro e mettilo nel prezzo, oppure negozia acconti e SAL più frequenti. Non caricarlo e non negoziarlo significa finanziare gratis il cantiere del cliente.
Sono gratuiti, non chiedono email e non salvano niente: i numeri restano nel tuo browser.
Passo 1
Calcolatore del costo orario di un operaio edile
Prima di decidere quanto caricare, serve sapere su cosa. Le voci del costo del lavoro, la formula e il costo per ora produttiva.
Passo 2
Calcolatore del margine di commessa
Margine contro ricarico, punto di pareggio del cantiere e cosa resta del margine se l’imprevisto raddoppia.
Se ti riconosci nella parte sul confronto tra preventivato e consuntivo che non si fa mai perché sono ore di ufficio il sabato, quello è uno dei sette processi d’ufficio che rubano ore a un’impresa edile. Come lo togliamo di mezzo è scritto nei servizi per imprese edili. Le altre guide sono nel blog, e per un progetto finanziato in Piemonte c’è il Voucher Digitalizzazione PMI Piemonte 2026.