Metti i tuoi numeri qui sotto. Ti restituisce due cifre: il costo orario reale per l’impresa e il costo per ora effettivamente produttiva. La seconda è quella che devi usare nel preventivo.
Il costo orario reale di un operaio edile non è la paga base. È la retribuzione oraria diretta maggiorata di mensilità aggiuntive, ferie, festività e riposi annui, accantonamenti in Cassa Edile, contributi INPS, premio INAIL, TFR, previdenza complementare e fondo sanitario, più i costi indiretti che l’impresa sostiene per tenere quella persona in cantiere.
Il numero che serve nel preventivo è però un terzo, ancora più alto: il costo per ora produttiva, cioè il costo orario aziendale diviso la quota di ore che finiscono davvero in cantiere. Le tabelle ministeriali del costo del lavoro nell’edilizia partono da 2.088 ore annue teoriche, ne sottraggono 545 ore medie non lavorate e arrivano a 1.543 ore effettivamente lavorate (Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026, Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali). È la prova, con una fonte, che circa un quarto delle ore che paghi non è tempo di cantiere.
Questo calcolatore di Fast Click Innovation non contiene aliquote precompilate. Le percentuali le metti tu, con i valori che ti dà il tuo consulente del lavoro. Noi ci mettiamo la formula e l’elenco delle voci che si dimenticano.
Il calcolo si aggiorna mentre scrivi. Non c’è nessun bottone da premere. I campi vuoti valgono zero: se non conosci una voce, lasciala vuota e ricordati che il risultato è sottostimato di quella voce.
In euro per ora, come compare in busta paga.
Il minimo contrattuale del livello, dalle tabelle del CCNL edilizia che applichi.
Contingenza, EDR, elemento variabile, indennità di settore, superminimo individuale, scatti.
Indennità sostitutiva di mensa e indennità di trasporto, se le corrispondi.
Percentuali sulla retribuzione oraria diretta del punto 1. Sono i numeri da chiedere al tuo consulente del lavoro: non li inventiamo noi.
È la parte che quasi nessuno mette nel preventivo, ed è quella che si mangia il margine.
DPI, visite mediche, sorveglianza sanitaria, formazione obbligatoria, trasferimenti e viaggi: prendi il costo annuo per quella persona e dividilo per le ore che paghi in un anno.
La quota di ore che paghi ma che non finiscono su una commessa: spostamenti tra cantieri, maltempo, formazione, permessi, carico e scarico, attese, riordino del magazzino. Ricavala dai rapportini di un anno, non a sentimento.
Il numero da usare nei preventivi
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costo per ora effettivamente produttiva
Retribuzione oraria diretta
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Totale maggiorazioni applicate
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Costo orario aziendale (ora pagata)
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Moltiplicatore ore non produttive
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Compila la paga base oraria per vedere di quanto la paga base sottostima il costo reale.
Fast Click Innovation non è un consulente del lavoro né un commercialista. Questo strumento è indicativo e serve a non dimenticare voci di costo: per i valori contrattuali esatti fanno fede le tabelle del CCNL edilizia che applichi, gli avvisi della tua Cassa Edile e il tuo consulente del lavoro.
È quanto ti costa un’ora pagata. Serve per il budget del personale e per capire quanto pesa la manodopera sul tuo conto economico. Non è il numero del preventivo.
È quanto ti costa un’ora di cantiere. Serve nel preventivo, perché sono le ore di cantiere le uniche che il cliente ti paga. È sempre più alto del precedente.
Scritta in chiaro, così puoi rifarla su un foglio Excel senza dipendere da noi. Sono tre passaggi.
Il terzo passaggio è quello che manca in quasi tutti i preventivi. Se il 20% delle ore che paghi non finisce su una commessa, il moltiplicatore non è 1,20 ma 1,25: perché devi recuperare il costo di dieci ore su otto, non su dieci. È una divisione, non una somma, e questo scambio è l’errore aritmetico più frequente.
Le tabelle ministeriali del costo medio orario per gli operai delle imprese edili, affini e cooperative sono costruite sommando categorie precise. L’ultimo aggiornamento è il Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, che sostituisce il precedente Decreto direttoriale n. 23 del 26 marzo 2026 e recepisce i rinnovi dei CCNL del settore: Edili Industria e Cooperative del 21 febbraio 2025, Edili Piccola Industria del 15 aprile 2025, Edili Artigianato del 20 maggio 2025.
Sotto trovi le stesse categorie tradotte in domande operative. Nella colonna di destra c’è quello che vediamo dimenticare più spesso quando un titolare ci mostra il suo foglio dei preventivi.
| Voce | Cosa comprende | Perché si dimentica |
|---|---|---|
| Paga base | Minimo contrattuale del livello | Non si dimentica: è l’unica che tutti mettono, e per questo diventa il numero sbagliato. |
| Indennità e superminimi | Contingenza, EDR, elemento variabile, indennità di settore, superminimo individuale | Perché variano da persona a persona e nel foglio c’è un solo costo orario per tutti. |
| Mensilità aggiuntive | Tredicesima, quattordicesima o gratifica natalizia dove prevista | Perché si pagano una volta l’anno e non entrano nel ragionamento mensile. |
| Accantonamenti Cassa Edile | Accantonamenti per ferie, gratifica e altre voci gestite dalla Cassa Edile territoriale | Perché il flusso passa dalla Cassa e non sembra un costo di cantiere. |
| Contributi previdenziali e assistenziali | Quota INPS a carico dell’impresa | Quasi sempre inserita, ma sulla base sbagliata: va calcolata su tutta la retribuzione, non sulla sola paga base. |
| Contributi Cassa Edile a carico impresa | Contribuzione alla Cassa Edile e relative maggiorazioni | Perché si confonde con l’accantonamento, che è un’altra cosa. |
| Premio INAIL | Premio assicurativo secondo il tasso applicato alla tua lavorazione | Perché arriva come autoliquidazione annuale e non viene ribaltata sull’ora. |
| Ferie, permessi, festività e riposi annui | Retribuzione per giorni non lavorati ma pagati | Perché è il costo di un’assenza, e un’assenza non si vede nel rapportino. |
| Malattia e infortunio | Quota di integrazione a carico dell’impresa | Perché è irregolare: c’è l’anno buono e l’anno pessimo. |
| TFR | Accantonamento e rivalutazione | Perché non esce dal conto nell’anno in cui matura. |
| Previdenza complementare e fondo sanitario | Contributi ai fondi di settore | Perché sono importi piccoli, e i piccoli si trascurano tutti insieme. |
| Ore non produttive | Spostamenti, maltempo, formazione, permessi, attese, riordino | Perché nessuno le misura. È la voce che pesa di più e che si trova solo nei rapportini di un anno intero. |
| Costi indiretti attribuiti | DPI, visite mediche, formazione obbligatoria, trasferimenti | Perché finiscono nelle spese generali e nessuno li riporta sull’ora dell’operaio. |
Fonte delle categorie: Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, tabelle del costo medio orario del lavoro per il settore delle imprese edili e affini, Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026. Il Ministero precisa che si tratta di valori medi e che il costo effettivo della singola impresa oscilla in base ai benefici e alle agevolazioni contributive di cui gode e agli oneri per la sicurezza previsti dal D.Lgs. 81/2008. Le percentuali del tuo caso te le dà il tuo consulente del lavoro: qui non ne troverai nessuna precompilata.
Per tre motivi, e nessuno dei tre è distrazione.
Il primo è che il costo orario è stato calcolato una volta, anni fa, e da allora è rimasto quello. I CCNL del settore si sono rinnovati nel 2025 e le tabelle ministeriali sono state aggiornate due volte nel 2026: un numero fermo al 2022 è un numero sbagliato.
Il secondo è che il costo orario circola come voce orale. «Un operaio ci costa venti euro» è una frase che passa da un preventivo all’altro senza che nessuno ricontrolli da dove viene.
Il terzo, il più pesante, sono le ore non produttive. Le tabelle ministeriali sottraggono 545 ore medie non lavorate su 2.088 ore annue teoriche (Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026): un’ora su quattro. Se nel preventivo dividi il costo annuo per le ore pagate invece che per le ore di cantiere, hai un errore strutturale sul costo della manodopera di ogni singola offerta che fai.
C’è un modo semplice per accorgersene: se a fine cantiere le ore consuntivate sono sistematicamente più delle ore preventivate, e tu ogni volta pensi «ci hanno messo troppo», forse il problema non è la squadra. È il coefficiente.
Attenzione: i numeri di questo esempio sono inventati da noi per mostrare il meccanismo. Non sono dati di mercato, non sono medie di settore e non descrivono nessuna impresa reale. Servono solo a far vedere l’aritmetica.
Immagina un cantiere di esempio da 100.000 euro di prezzo concordato. Ipotizziamo, sempre per esempio, 1.500 ore di manodopera, materiali per 35.000 euro, noli e subappalti per 15.000 euro.
| Voce (esempio illustrativo) | Costo orario ipotizzato 30 €/h | Costo orario reale 34,50 €/h (+15%) |
|---|---|---|
| Manodopera (1.500 ore) | 45.000 € | 51.750 € |
| Materiali | 35.000 € | 35.000 € |
| Noli e subappalti | 15.000 € | 15.000 € |
| Totale costi | 95.000 € | 101.750 € |
| Prezzo di vendita | 100.000 € | 100.000 € |
| Margine | +5.000 € (5,0%) | −1.750 € (−1,8%) |
Il meccanismo, che invece è vero sempre: un errore del 15% su una sola voce di costo può ribaltare il segno del margine, perché il margine è una differenza piccola tra due numeri grandi. Non serve sbagliare tanto. Basta sbagliare sulla voce più pesante.
È anche il motivo per cui non pubblichiamo «percentuali di ricarico tipiche del settore». Un ricarico applicato a un costo sbagliato non aggiusta niente: moltiplica l’errore.
Sì. La paga base è solo il minimo contrattuale del livello: sopra ci vanno indennità e superminimi, mensilità aggiuntive, ferie e festività, accantonamenti in Cassa Edile, contributi INPS, premio INAIL, TFR, previdenza complementare e fondo sanitario, più i costi indiretti. Il rapporto tra i due numeri dipende dal CCNL applicato, dalla provincia e dalla tua situazione contributiva: te lo dice il tuo consulente del lavoro, non una media trovata online.
Tre fonti, in ordine. Il tuo consulente del lavoro, che ha i tuoi cedolini e la tua posizione contributiva. Gli avvisi e le aliquote pubblicati dalla Cassa Edile territoriale competente. Le tabelle ministeriali del costo del lavoro per le imprese edili e affini, pubblicate dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ultimo aggiornamento Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026, che sono provinciali e distinguono operai e impiegati.
Prendi un anno di rapportini. Somma le ore pagate. Somma le ore attribuite a una commessa. La differenza, divisa per le ore pagate, è il tuo coefficiente. Se i rapportini non lo permettono perché le ore non sono attribuite ai cantieri, quello è il primo problema da risolvere: senza attribuzione delle ore, il controllo di commessa non esiste. Come riferimento pubblico, le tabelle ministeriali usano 545 ore medie non lavorate su 2.088 ore annue teoriche (Decreto direttoriale n. 40 del 13 maggio 2026), ma quel dato risponde a una domanda diversa dalla tua e non va copiato come se fosse il tuo coefficiente.
Perché un costo orario medio applicato a una singola impresa è un numero falso, e un numero falso in un preventivo costa soldi veri. Il costo orario cambia per CCNL applicato, livello, provincia, tasso INAIL, agevolazioni in corso e organizzazione del lavoro. Preferiamo darti la formula e l’elenco completo delle voci: sono la parte che serve e che non trovi messa insieme da nessuna parte.
Sì, e anche quando cambia qualcosa in mezzo all’anno: un rinnovo contrattuale, un aggiornamento delle tabelle ministeriali, una variazione del tasso INAIL, l’ingresso o l’uscita di una persona con un superminimo importante. Nel 2026 le tabelle del costo del lavoro nelle costruzioni sono state aggiornate due volte, a marzo e a maggio: un costo orario aggiornato una volta ogni tre anni è un costo orario sbagliato per due anni su tre.
Le tue ore seguono un ragionamento diverso, perché il tuo compenso non è una retribuzione da CCNL edilizia. Ma il principio non cambia: se stai in cantiere e fatturi solo le ore di posa, le ore che passi la sera sui preventivi e sui documenti non le paga nessuno. È l’altra metà dello stesso problema, e su questo lavoriamo noi.
Un costo orario corretto serve a una cosa sola: costruire un prezzo che tenga. E lì parte la seconda domanda, quella che senti in ogni discorso tra titolari: quanto ci devo caricare?
Due letture, entrambe gratuite e senza dare dati.
Strumento
Calcolatore del margine di commessa
Margine contro ricarico, punto di pareggio del cantiere e cosa resta del margine quando l’imprevisto è il doppio del previsto.
Guida
Quanto ricaricare su un preventivo edile
Perché non esiste una percentuale giusta, la checklist delle voci che quasi tutti dimenticano e da cosa dipende quanto puoi caricare.
Se invece il problema non è il calcolo ma il tempo che ci metti — il foglio Excel da riaprire ogni volta, le ore dei rapportini da riconciliare a mano il sabato — guarda i sette processi d’ufficio che rubano ore a un’impresa edile oppure le altre guide operative. Quello che facciamo è spiegato in servizi per imprese edili, e le altre guide sono nel blog.